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e la simpatia sono sempre state le caratteristiche preponderanti del suo essere e per questo si è sempre circondato di tanti amici, tanti bravi ragazzi e ragazze che, ancora oggi, ci sono vicini come quando Riky era con noi. Io e Nicoletta tante volte ci abbiamo riso sopra, sul fatto che la nostra casa assomigliasse molto ad un porto di mare grazie al via vai, a tutte le ore, di tanta bella |
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Una dedica giunta troppo tardi. Una dedica fatta da un grande cantante verso il quale Riccardo ha sempre nutrito una grande passione; Ligabue. |



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Dedicato a Riky |
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bella gioventù e c’era sempre qualcuno a pranzo, a cena, per un caffè, per guardare insieme un film, la partita o il gran premio. Un andirivieni pieno di allegria, risate e voglia di vivere come è giusto sia tra giovani amici. Oltretutto Chico non si tirava mai indietro, sempre disposto a dispensare un consiglio se un’amica aveva un problema di cuore, se si doveva organizzare una serata in discoteca, in pizzeria o un fine settimana fatto di divertimento e spensieratezza. Riccardo studia, si diploma in Ragioneria e quindi trova subito un lavoro, un bel lavoro che ama e che gli permette di essere indipendente, di avere quell’autonomia economica utile a soddisfare i piccoli sfizi, per coltivare i suoi hobbys. Finalmente può comprarsi un’automobile tutta sua , una bella Stilo Jtd grigio metallizzata e la tanto agognata moto, quella maledetta moto che, devo dirtelo Chico, io ho odiato fin dal giorno che ho visto parcheggiata sotto casa. Sì, con il lavoro, con il frutto delle sue fatiche, Riky ha comprato quella potente Suzuky che era il suo sogno. Per Riky un sogno; per me invece un incubo perché quella moto, il 7 maggio 2005, passando vicino alla candela del suo destino, ha crudelmente spento la fiamma del mio cucciolo rubando così, a noi tutti, la gioia per la sua incontenibile simpatia e bontà. |
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Alessandra. La sua Ale conosciuta, guarda caso, in un’autoscuola proprio mentre Riky studiava per ottenere la patente di guida per la moto. Erano bellissimi insieme e bellissima è stata la loro storia, fatta di alti e bassi, di tante tenerezze e di qualche bisticcio come sempre accade a chi si vuol bene dal profondo del cuore. Tante irte salite affrontate talvolta con il fiato corto ma, pur se ripide o sconnesse strade, sempre intraprese con un solo desiderio, raggiungere la cima insieme e senza voltarsi, senza dare spazio a chi o cosa tentasse di osteggiare il loro cammino. Un amore inossidabile il loro, fatto apposta per superare mille avversità grazie a milioni di baci scambiati durante i cinque anni passati insieme; un amore indissolubile che niente e nessuno avrebbe mai potuto infrangere. Soltanto una forza oscura e maligna è stata capace di prendere il sopravvento, soltanto un’entità malvagia poteva frapporsi tra loro e ancora oggi mi chiedo che male avessero fatto Ale e Chico per meritare tanta malevola attenzione da parte dell’avversa sorte. Forse la mia sarà una posizione di parte, da padre è ovvio che lo sia, però sono convinto di una cosa; Riky è stato, è e sarà sempre al fianco di Alessandra. Lo sarà in ogni occasione, nel bene e nel male, nella gioia e nel dolore perché anche se lui non è più qui con noi, ora è potente ed intangibile, ora dalla sua posizione potrà difendere ancor di più il suo bene prezioso e aiuterà il suo amore con più vigore di quanto avesse potuto farlo quando era fra noi. Vedrai Ale, Riky ti sarà vicino per l’eternità e ti proteggerà, come d’altronde ha già fatto quando hai avuto quel terribile incidente d’auto e dalle lamiere contorte ti hanno estratta quasi illesa; vedrai che Chico proteggerà te, i tuoi figli quando ne avrai e sarà vicino anche a chi ti vuol bene perché per lui eri e sei importante più di qualsiasi altra cosa in questo e nell’altro mondo. |
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Tu hai sempre difeso la tua principessa; tua sorella Marta. Tra te e lei la differenza di età è veramente poca, meno di tre anni, e forse è per questo che la vostra vita ha viaggiato sempre su binari paralleli. Il giorno in cui tornammo a casa dall’ospedale di Assisi, dove anche Marta ha visto la luce, Riky si riempì di bollicine rosse. Chiamammo immediatamente il medico ma egli ci tranquillizzò e ci spiegò che quell’esplosione di puntini rossi null’altro era che una reazione data dall’emozione di avere vicino una sorellina; questo basta a spiegare il suo immediato amore per Marta. Ma Chico è fatto così; emotivo, sensibile e pieno di attenzioni verso tutti, figurarsi verso sua sorella, la sua principessa. Nicoletta conserva ancora sul comodino, a fianco del letto, una fotografia scattata in un lontano giorno di carnevale dove Riccardo, vestito da spadaccino, sorridendo mi punta la spada a guisa di difesa di Marta vestita appunto da principessa. E’ ovvio, come in tutti i casi tra fratello e sorella qualche volta scoppiano baruffe, ma i loro sono sempre stati più dei battibecchi che delle vere e proprie liti anche perchè queste ultime si possono contare veramente sulla punta delle dita. Gli amici di Riky sono gli amici di Marta ed è lui che l’accompagna in discoteca o in pizzeria ma sempre senza gelosia e mai con l’intento di controllarla o di vestire la figura del fratello maggiore pedante. Chico lo fa perché stravede per sua sorella ed è sempre pronto a farla divertire, a farla sorridere o, qualche volta, a farle da complice. Il loro è un rapporto fatto di baci e carezza tant’è che ancora oggi ho nelle orecchie una frase detta da Marta quel maledetto 7 maggio. Marta non c’era, si trovava fuori Perugia e Nicoletta dovette avvisarla per telefono; le disse di rientrare subito perché era successo un fatto gravissimo. Quando arrivò a casa, vedendo tutti gli amici di Riky fuori del portone, capì subito cos’era accaduto; Marta entrò in casa gridando e, singhiozzando, si gettò tra le braccia di sua madre dicendo: “Come farò ora mamma, come farò a vivere senza più i suoi baci e i suoi abbracci.” |
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La terza (ma forse prima) più importante donna della tua vita; la mamma. Io, piccolo mio, so cosa vuol dire non averti più vicino; è una qualche cosa che ti distrugge, ti consuma giorno per giorno come la fiamma consuma la candela. Io so cosa vuol dire entrare in camera tua, rimasta immobile e intatta da quel maledetto 5 maggio, e sentire ancora la tua presenza anche se è solo un’impressione. Lo so cosa vuol dire ma, neanche lontanamente, posso comprendere o immaginare il dolore della mamma. Tu sai, piccolo mio, quale luce eri per lei, eri (e lo sei ancora) il suo punto di riferimento quotidiano, la sua ragione di vita, il suo cibo d’amore del quale si è nutrita fino a quel giorno. Una mamma imparziale che ha diviso il suo cuore equamente tra te e tua sorella, una mamma che è sempre stata pronta a negarsi tutto pur di darlo a te e Marta; una mamma che ora, da quando non ci sei più, fa funzionare quel suo piccolo cuore solo a metà. Lo so, lo vivo ogni giorno anche se lei fa di tutto per non farlo vedere; le mancano i tuoi sorrisi, gli scherzi, le battute e la tua gioia di vivere. Le mancano le incombenze quotidiane che riservava solo a te e Marta; le mancano le tue camicie da stirare, il letto da rifare o la tavola che ora deve apparecchiare soltanto con tre piatti e tre bicchieri. Non posso aggiungere altro Chico e non perché non ci sia niente da dire… non posso aggiungere altro soltanto perché non ce n’è bisogno. Tu, da lì dove ora sei, puoi benissimo leggere e sentire i pensieri della mamma e le tue cose puoi continuare a dirgliele tanto lei è sempre pronta, sempre con le orecchie tese, sempre la stessa, dolce “mammina” che, anche lei, continua e continuerà a pensarti ogni minuto, ogni ora e ogni giorno che le resterà da passare in questa vita. |
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Riccardo, per noi tutti Riky o Chico, un giorno decise di far parte della vita mia e di Nicoletta. Alle 12,55 del 4 Settembre 1981 in Assisi, accompagnato dall’essenza di Francesco il poverello ancora vagante in quel luogo, Chico ci dette il saluto regalandoci il suo primo vagito. Alle 12,45 di quel dì, poco prima di farsi terreno, nell’altra dimensione qualcuno accese la sua candela, quella candela che gli avrebbe scandito il tempo e che si sarebbe spenta pochi minuti prima di lasciarci, disperati, senza più poter vedere il suo bel sorriso. E’ vero, ogni genitore ritiene i suoi figli i più belli del mondo e Riky è stato, per me e Nicoletta, il figlio più bello sulla terra. Lo è stato fino al 12 giugno 1984 quando è nata sua sorella Marta; da allora i figli più belli del mondo per noi divennero loro due. Quanto mi piaceva guardare le sue piccole mani, toccare quelle gambotte piene di piccole pieghe e annusare la sua liscia pelle profumata di talco. Sensazioni ancora vive e rimaste immutate nel tempo, anche quando Chico è cresciuto facendosi uomo. La curiosità, l’allegria |






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